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Smaltimento rifiuti in Veneto, limiti e vantaggi

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I sistemi di recupero e smaltimento di rifiuti urbani che vengono messi in campo in Veneto, sono sempre più all’avanguardia e soprattutto specifici per i tipi di rifiuti trattati. Lo smaltimento rifiuti in Veneto, negli ultimi anni è sempre più specializzato.

Grazie ad alcune società partecipate e anche alle amministrazioni comunali delle diverse province, degli ultimi anni c’è stato un aumento dei quantitativi di rifiuti differenziati.

Questo ci dice molto sulle qualità delle frazioni raccolte e anche su gli stessi sistemi che vengono messi in campo per tenere il fenomeno differenziata sotto controllo.

L’efficienza del recupero e dello smaltimento dei rifiuti è collegato a quelle che sono le frazioni differenziate. Ecco perché, partire da una buona differenziata significa anche riuscire poi a mettere in campo uno smaltimento rifiuti che specifico ed adeguato per ogni singolo settore di riferimento. Nel corso del 2006 sono state raccolte in Veneto un milione e 155 mila tonnellate di rifiuti circa. Soltanto una parte però in quegli anni venivano differenziate.

L’industria del recupero e del riciclo nel Veneto a partire da quegli anni però ha subito un forte innalzamento e di conseguenza si è consolidata fino a diventare una delle più importanti del territorio.

L’importanza dello smaltimento dei rifiuti in Veneto

L’industria del recupero e del riciclo dei rifiuti in Veneto è molto importante. Oltre alle procedure di smaltimento dei rifiuti, ci sono anche quelle della lavorazione e delle frazioni differenziate che stanno acquisendo notevole importanza in questa regione del nord Italia. In pratica, una volta liberata la parte che è possibile recuperare, i rifiuti indifferenziati non recuperabili vengono avviati in discarica e nel corso degli ultimi anni, lo smaltimento è cresciuto a dismisura.

Il sistema di gestione dei rifiuti urbani in Veneto nonostante il notevole incremento degli ultimi anni, però è ancora soggetto ad una serie di limiti da un punto di vista strutturale e impiantistico. Gli investimenti che si stanno mettendo in campo hanno come scopo quello di migliorare ulteriormente lo smaltimento dei rifiuti. Dove ci sono dei limiti da un punto di vista delle strutture pubbliche, intervengono le ditte specializzate del settore nel privato che riescono a dare una mano e a garantire perciò un trattamento adeguato dei rifiuti urbani.

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Rifiuti, quali si possono riciclare

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Nel mondo moderno dove si acquista e si consuma ogni tipo di materiale, sono tantissimi anche i rifiuti che si producono quotidianamente, sia delle singole persone che dai centri urbani, piccoli e grandi che siano. Un notevole aiuto in questo senso arriva da una corretta eliminazione rifiuti Roma e di altre località e dal successivo riciclaggio di essi, che permettono non solo di ridurre tali rifiuti, ma addirittura di donargli nuova vita.

In questo settore, nel corso degli anni, assieme alle amministrazioni comunali, una considerevole importanza è stata acquisita da enti o aziende private, come la Nova Ecologica nella Capitale ad esempio, che forniscono importanti e fondamentali servizi per la corretta raccolta e smaltimento di ogni tipo di materiale di scarto. A proposito di questi ultimi, quali sono quelli che si possono riciclare e quindi si possono destinare, dopo adeguati trattamenti, ad un nuovo utilizzo?

In effetti, quasi tutti i materiali possono essere riciclabili, tuttavia a limitare in alcuni casi la loro lavorazione e successivo riuso è la convenienza economica. Alcuni ne posseggono una maggiore, mentre altri, come il vetro ad esempio, risultano essere meno convenienti. Andiamo tuttavia a conoscere quei rifiuti o materiali che possono essere riutilizzati e quindi tornare ad avere una nuova vita.

Innanzitutto, l’organico, quindi avanzi di alimenti crudi o cotti (dalla bucce della frutta alla pasta), possono essere riciclati ed essere la base per il compost, un concime del tutto naturale, che può essere utilizzato per giardini e piante. Anche la plastica, sotto forma di bottiglie o imballaggi, può essere riciclata, in quanto una volta trattata adeguatamente, può essere riutilizzata per produrre nuovamente altri contenitori di uso quotidiano.

Un materiale che non presenta più sostanziali differenze tra il formato nuovo o riciclato è la carta. Infatti, giornali, riviste, libri ed anche cartoni possono essere trasformati e riutilizzati per produrre nuovo materiale cartaceo, la cui qualità, come detto, non è inferiore a quello originale. Questo processo inoltre permette di risparmiare non solo alberi, ma anche grandi quantità di acqua che viene utilizzata nella creazione della carta.

Anche il vetro, sotto forma di bottiglie, bicchieri, vasetti ed altri contenitori, può essere destinato al riciclo per essere di nuovo trasformato e utilizzato. Anche in questo caso, tutto ciò permette di risparmiare considerevolmente sulle quantità di diverse materie prime e di energia elettrica necessarie nel processo di produzione del vetro. La sua versione riciclata poi non si differenzia da quello nuovo.

Naturalmente anche diversi metalli, come alluminio o acciaio, possono essere lavorati e trasformati in nuovi materiali da utilizzare. Se tutti questi prodotti possono essere riciclati, altri invece non possono esserlo totalmente e se ne sfruttano quindi alcune parti. Un esempio è rappresentato dalle piccole batterie o pile, di solito utilizzate per telecomandi o sveglie. Questo genere di materiali vengono comunque trattati per non provocare danni ambientali o alla salute delle persone.

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Quando occorre la certificazione energetica?

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Quando è obbligatorio redigere un attestato di certificazione energetica?

L’attestato di certificazione energetica è stato istituito dalla legge nel 2013. Alcuni edifici devono essere sempre dotati di questa necessaria documentazione a prescindere dalla vendita. Si tratta di edifici nuovi ovvero nati dopo il 2005 e poi anche gli edifici che devono essere ristrutturati almeno per 1000 metri quadri.

Deve essere redatta la certificazione energetica anche per gli edifici agevolati, ovvero quelli su cui sono stati eseguiti dei finanziamenti che servivano proprio a migliorare le prestazioni di tipo energetico e perciò si potrà anche ottenere una detrazione fiscale almeno del 55%.

Sarà fondamentale a ottenere anche un attestato di certificazione energetica anche sugli edifici pubblici che devono quindi essere sempre in regola sotto questo punto di vista.

In occasione invece di trasferimenti oppure di vendite e locazioni, il certificato energetico diventa davvero obbligatorio. E’ per questo motivo che sempre più persone si preoccupano di redigerlo.

La certificazione energetica in caso di trasferimento

In caso di trasferimento la certificazione energetica deve essere realizzata in maniera obbligatoria. Infatti i fabbricati che vengono trasferiti con la compravendita o la locazione del luogo del pagamento, la permuta o il conferimento in società, devono necessariamente avere una certificazione energetica valida.

Questi fabbricati rientrano negli appartamenti già costruiti ma che hanno bisogno di questa attestazione per essere passati al proprietario. Questo discorso non vale per le cantine, per i box, per i parcheggi multi-piano, per gli edifici allo stato di scheletro, per le autorimesse per i ruderi.

Coloro che non si metteranno in regola con questo certificato potrebbero avere una multa tra i 5 mila ed i 30 mila euro. È questo che bisogna riferirsi a dei tecnici del settore quando ci si trova in condizioni di obbligatorietà rispetto a questo passaggio. Chi deve effettuare una certificazione energetica Viterbo può riferirsi allo studio di architetti specializzato, ma in generale chiunque dovrà informarsi in base al luogo di competenza su dove agire perché si tratta di una documentazione che nei casi citati diventa obbligatoria e per questo motivo deve essere fatta pena anche risvolti giuridici.

Una volta verificato che la struttura in questione ha bisogno di ottenere la certificazione energetica, allora servirà anche contattare il tecnico di fiducia ed abilitato per questo genere di controlli e poi successivamente proseguire in modo tale da riuscire a garantire che tutti i documenti siano perfettamente in regola. Si tratta di una procedura obbligatoria e deve essere fatta per evitare sanzioni di ogni genere.

L’Eolico Domestico

Per ridurre il proprio impatto sull’ambiente naturale, ma anche come scelta economica sono sempre di più le famiglie che scelgono di installare nelle proprie abitazioni nuovi sistemi di produzione di energia indipendenti. Dopo i pannelli solari e il fotovoltaico, per alcune zone del Paese si rivelano molto interessanti fonti alternative di energia, come l’eolico domestico.

L’eolico domestico è particolarmente adatto come fonte energetica per i residenti in zone ricche di vento. In Italia si rivelano zone idonee allo sfruttamento del vento quelle degli Appennini e le Regioni del Mezzogiorno, soprattutto le zone rurali. Il requisito minimo, verificabile sull’Atlante Eolico d’Italia, è la velocità del vento che deve essere di almeno di 5 m/s.

L’energia eolica ad uso domestico si ottiene attraverso l’installazione di un aerogeneratore. Cioè un generatore che trasforma l’energia cinetica del vento in energia di tipo meccanico e successivamente un generatore elettrico, che trasforma l’energia meccanica in energia elettrica.

Un impianto eolico domestico off grid è un impianto di tipo indipendente, non richiede alcuna connessione alla tradizionale linea elettrica. Questa tipologia di impianto, nelle zone in cui il vento è presente in modo costante, consente di soddisfare completamente il fabbisogno energetico di un’abitazione, non richiedendo dunque l’allacciamento alla normale rete elettrica.

Un sistema eolico offgrid per uso domestico è in via generale composto da un generatore eolico, un regolatore di carica, un banco di batterie di accumulo e un inverter.

Come scegliere la turbina eolica migliore per la propria casa

Un impianto eolico ad uso domestico può essere installato con asse verticale o orizzontale. La scelta cade su uno o sull’altro modello a seconda della miglior efficienza in rapporto alla zona e alla posizione delle turbine.

La scelta più importante da fare, dopo aver verificato l’efficienza dell’eolico domestico nella zona di interesse, è quella che riguarda il tipo di turbina. A seconda della zona va predisposta una specifica turbina eolica.

Un altro punto a cui prestare molta attenzione è quello connesso alla scelta dei cavi elettrici da connettere all’impianto: le dimensioni delle sezioni devono essere idonee. Occorre controllare la dispersione di energia, impedendola.

L’installazione di turbine eoliche domestiche non richiedono autorizzazioni da parte del Comune di residenza. L’unico requisito richiesto dalla normativa vigente è l’altezza del palo di sostegno, che non deve superare i 10 metri.

I prezzi di una turbina sono molto variabili. Molto dipende dal numero di watt richiesto e dalla tipologia di impianto che si intende installare. Da poco più di 500 euro ad oltre 3.500 euro a seconda di quanto presente attualmente sul mercato italiano.

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