L’Eolico Domestico

Per ridurre il proprio impatto sull’ambiente naturale, ma anche come scelta economica sono sempre di più le famiglie che scelgono di installare nelle proprie abitazioni nuovi sistemi di produzione di energia indipendenti. Dopo i pannelli solari e il fotovoltaico, per alcune zone del Paese si rivelano molto interessanti fonti alternative di energia, come l’eolico domestico.

L’eolico domestico è particolarmente adatto come fonte energetica per i residenti in zone ricche di vento. In Italia si rivelano zone idonee allo sfruttamento del vento quelle degli Appennini e le Regioni del Mezzogiorno, soprattutto le zone rurali. Il requisito minimo, verificabile sull’Atlante Eolico d’Italia, è la velocità del vento che deve essere di almeno di 5 m/s.

L’energia eolica ad uso domestico si ottiene attraverso l’installazione di un aerogeneratore. Cioè un generatore che trasforma l’energia cinetica del vento in energia di tipo meccanico e successivamente un generatore elettrico, che trasforma l’energia meccanica in energia elettrica.

Un impianto eolico domestico off grid è un impianto di tipo indipendente, non richiede alcuna connessione alla tradizionale linea elettrica. Questa tipologia di impianto, nelle zone in cui il vento è presente in modo costante, consente di soddisfare completamente il fabbisogno energetico di un’abitazione, non richiedendo dunque l’allacciamento alla normale rete elettrica.

Un sistema eolico offgrid per uso domestico è in via generale composto da un generatore eolico, un regolatore di carica, un banco di batterie di accumulo e un inverter.

Come scegliere la turbina eolica migliore per la propria casa

Un impianto eolico ad uso domestico può essere installato con asse verticale o orizzontale. La scelta cade su uno o sull’altro modello a seconda della miglior efficienza in rapporto alla zona e alla posizione delle turbine.

La scelta più importante da fare, dopo aver verificato l’efficienza dell’eolico domestico nella zona di interesse, è quella che riguarda il tipo di turbina. A seconda della zona va predisposta una specifica turbina eolica.

Un altro punto a cui prestare molta attenzione è quello connesso alla scelta dei cavi elettrici da connettere all’impianto: le dimensioni delle sezioni devono essere idonee. Occorre controllare la dispersione di energia, impedendola.

L’installazione di turbine eoliche domestiche non richiedono autorizzazioni da parte del Comune di residenza. L’unico requisito richiesto dalla normativa vigente è l’altezza del palo di sostegno, che non deve superare i 10 metri.

I prezzi di una turbina sono molto variabili. Molto dipende dal numero di watt richiesto e dalla tipologia di impianto che si intende installare. Da poco più di 500 euro ad oltre 3.500 euro a seconda di quanto presente attualmente sul mercato italiano.

Foto del profilo di pbnmanage

Le pompe solari per l’irrigazione

by pbnmanage on

Pompare acqua tramite energia prodotta da impianti fotovoltaici ad isola sono sempre più utilizzati e trovano applicazione per molti usi quotidiani come il pompaggio di acqua dai pozzi, indipendentemente dalla profondità degli stessi,  per l’irrigazione in agricoltura, per l’irrigazione florovivaistico, l’abbeveramento del pascolo, per il pompaggio dell’acqua in piscina ai fini della pulizia della stessa, per l’approvvigionamento idrico nelle isole, hotels, camping e per il trattamento delle acque reflue e tanto altro ancora.

Attraverso le pompe solari fotovoltaiche sono stati creati anche dei sistemi di pompaggio dell’acqua atti a far funzionare delle fontane artistiche in località di villeggiatura.

Il sistema è composto da un numero variabile di pannelli fotovoltaici, dalla pompa sommersa o di superficie, dall’’inverter solare dimensionato e tarato per ogni specifica applicazione.

Il funzionamento  del sistema è semplice e pertanto affidabile.

I pannelli fotovoltaici, in numero variabile a seconda della quantità di acqua da trattare o da sollevare, genereranno elettricità in corrente continua. Il numero di pannelli fotovoltaici da utilizzare varia in base alle potenze dell’inverter solare ed i moduli sono collegati in serie ed in parallelo.

Tale elettricità viene stabilizzata e controllata mediante una appositamente studiata e tarata. Attraverso tale inverter viene alimentata la pompa solare la quale pomperà acqua per utilizzarla direttamente per irrigare oppure per essere stoccata in cisterne o simili. Il compito dell’ inverter solare è di convertire la corrente continua DC prodotta dai pannelli fotovoltaici, in corrente alternata AC, per azionare la pompa sommersa.

L’inverter al suo interno dispone di un sistema che regola la frequenza di uscita in tempo reale, in funzione della variazione di intensità di luce solare, per realizzare l’inseguimento del punto di massima potenza e garantire la massima efficienza al sistema.

Le pompe solari si differenziano dalle tradizionali pompe idrauliche a immersione, che comunemente funzionano solamente con la tensione alternata di rete a 220 V, in quanto a differenza di queste sono dotate di un efficientissimo motore in corrente, continua e di un particolare controller elettronico che le rende adatte ad essere alimentate in bassa tensione, e direttamente dai  pannelli solari fotovoltaici, senza la interposizione di batterie, e inverter dc ac.

In tal modo si possono creare sistemi di irrigazione diretta oppure creare ambienti d’acqua e animare fontane nei luoghi pubblici e altro ancora.

I vantaggi di questo sistema sono lampanti. Anche quando l’acqua è lontana e si trova in profondità e non si dispone di energia elettrica o non è conveniente portarla alla sorgente dell’acqua, il pompaggio è garantito da questo efficiente sistema fotovoltaico ad isola.

I sistemi sono di semplice istallazione da parte di aziende specializzate in impianti elettrici civili e industriali.

In tal modo è possibile convertire vecchi impianti in impianti ad energia rinnovabile o impiegare le stesse pompe per alimentazione da rete elettrica nella realizzazione di sistemi idrici indipendenti, economici ed eco-sostenibili.

Se non avete mai acquistato un orologio in legno, dovete sapere che esistono molti per sceglierli, dai più semplici ai più importanti per un oggetto che deve avere un certo valore e qualità al vostro polso.

Qui di seguito vi indichiamo cinque motivazioni sul perchè scegliere un così da farvi capire il vero motivo per cui è diventata una vera e propria moda quella degli orologi in legno. Vediamo ora le principali motivazioni per scegliere un orologio in legno.

Perchè scegliere un orologio in legno: le motivazioni per cui acquistarlo

  • Qualità e durata di tempo. Sapendo scegliere correttamente l’orologio in legno, è possibile avere un orologio che duri molto tempo e che sia fatto di ottima qualità, essendo anche molte volte lavorato a mano;
  • Prezzo. Nonostante la maggior parte dei prodotti siano fatti in legno ed avendo un trattamento di alta qualità, il loro prezzo non è elevato, infatti i prodotti più semplici hanno un costo che parte da €35,00 ad arrivare agli orologi in legno di altissima qualità ed eleganza che costano fino ai €200-250. Un prezzo davvero ottimo per avere un oggetto del genere, che dura nel tempo, leggero e di moda.
  • Manifattura e ingranaggi. Gli orologi in legno sono solitamente fatti a mano, trattati accuratamente con appositi prodotti chimici per non far rovinare il legno e tanti produttori utilizzato delle meccaniche di estrema qualità  tecnica in grado di segnare sempre il tempo nella maniera corretta.
  • Moda. Come vi abbiamo detto, ormai questi orologi in legno sono una vera e propria moda, dunque se doveste decidere di regalarlo, sarà un regalo sicuramente apprezzato da chi lo riceverà, uomo o donna che sia!
  • Peso e quadrante. Ve li consigliamo soprattutto se volete un quadrante molto grande per un uomo o particolare per una donna, poichè ogni sesso ha dei modelli dedicati ed hanno un peso massimo di 90 grammi, quindi estremamente leggeri e facili da portare in abbinamento ad abiti classici o casual.

A volte non ci pensiamo, ma anche i mobili o le finiture che scegliamo per la nostra casa hanno un impatto sull’ambiente. Possiamo scegliere tessuti per l’arredamento in cotone biologico, possiamo acquistare mobili ricavati dal taglio selettivo solo di alcuni alberi oppure decidiamo di migliorare isolamento del termico della nostra casa.

Insieme all’azienda Gioma Srl che si occupa della vedremo come scegliere di installare nuovi infissi in pvc presso la propria abitazione sia una scelta in verità molto ecologica.

Prima di tutto pensiamo un attimo al pvc. Si tratta di un materiale plastico e pertanto completamente riciclabile. Questo vuol dire che può essere ricavato da altri oggetti in pvc riciclati. La rinnovabilità del pvc fa si che per i nostri serramenti non dobbiamo utilizzare materiali non rinnovabili come il legno.

Spesso quando un serramento in pvc viene dismesso sono le stesse aziende produttrici che si occupano del ritiro e dello smaltimento dei vecchi telai. Inoltre le aziende più all’avanguardia nella produzione dei serramenti spesso utilizza impianti alimentati attraverso fonti energetiche alternative tipo i pannelli fotovoltaici.

Ma l’aspetto più green riguardante i serramenti in pvc è la loro capacità di migliorare sensibilmente l’efficienza energetica di un’abitazione. Grazie all’ottima tenuta stagna che evita le infiltrazioni di spifferi ed umidità, e grazie alla bassa trasmittenza termica che limita al massimo le  dispersioni di calore, i serramenti in pvc sono la soluzione migliore per rendere più efficienti i consumi di una casa con particolare riferimento al gas o all’energia elettrica utilizzata per riscaldarla o per rinfrescarla. Meno consumi uguale a meno emissioni di Co2 con un ottimo beneficio per l’ambiente.

Rendere più efficienti i consumi grazie ad un migliore isolamento termico, significa soprattutto dare un taglio significati alle bollette di luce e gas andando a migliorando il bilancio familiare. Per farvi comprendere concretamente ciò di cui stiamo parlando vi basti sapere che, a seconda delle zone climatiche in cui ci troviamo, la presenza di serramenti in pvc può posticipare anche di un mese l’accensione del riscaldamento.

Vai alla barra degli strumenti